Sylvie Guillem

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6000 Miles Away, coreografie di Forsythe, Kylian, Ek; Sacred Monster con Akram Khan; Push con Russell Maliphant.

Sylvie Guillem

di John Percival

Doti fisiche eccezionali caratterizzano gli inizi della carriera di Sylvie Guillem, ma è stato il teatro ad averla sedotta e a farne la grande étoile della sua generazione. Nata a Parigi, ha iniziato come ginnasta con, forse, ambizioni olimpiche; a 11 anni, dopo aver frequentato un corso di perfezionamento alla scuola del Ballet de l’Opéra de Paris, ha cambiato idea e ha abbandonato la ginnastica perla danza. Gliinsegnanti della scuola di danza l’hanno accolta con piacere, colpiti dal suo fisico straordinario, dal suo piede stupefacente, dal suo salto eccezionale e, allo stesso tempo, dalla sua intelligenza e determinazione. Già da studentessa, ha attirato l’attenzione in occasione delle varie rappresentazioni scolastiche dei balletti di David Lichine, Albert Aveline e Attilio Labis. Entrata a far parte del corpo di ballo del Ballet de l’Opéra de Paris all’età di 16 anni, ha velocemente scalato la gerarchia vincendo i vari concorsi annuali.

Rudolf Nureyev, all’epoca direttore artistico del Ballet de l’Opéra de Paris, le ha assegnato un piccolo ruolo nella sua prima produzione con la Compagnia, Raymonda, prima di una lunga serie di produzioni con lo scopo di diversificare il repertorio. La tecnica leggiadra e veloce di Sylvie Guillem e il suo talento come ballerina si sono rivelati a pieno nell’assolo de “Le Ombre” e nella scena della visione in La Bayadère e nella sua interpretazione di Divertimento N.15 di Balanchine. E, ancora più degno di nota, ha eclissato tutti in No Man’s Land di Rudi van Dantzig dove il suo senso drammatico le ha permesso di creare un ritratto molto convincente di tensione e delicatezza, di angoscia e di determinazione. Nel dicembre 1984, a 19 anni (e cinque giorni dopo essere stata nominata prima ballerina), Nureyev la nomina étoile salendo in palcoscenico alla fine del suo primo Lago dei Cigni e dando pubblicamente l’annuncio.

Negli anni successivi numerosi coreografi ospiti le hanno dedicato le loro creazioni. Ha iniziato William Forsythe con France Danse e, successivamente, con il ruolo principale di In the Middle, Somewhat Elevated. Maurice Béjart ha creato per lei Mouvements Rythmes Etudes e Arépo, Carole Armitage GV10 e Jerome Robbins ha scelto di montare all’Opéra de Paris il suo In Memory of… proprio per lei. Una tappa molto importante nella sua carriera è la creazione del balletto minimalista Le Martyre de St Sébastien di Robert Wilson.

Ha interpretato dei ruoli principali nel programma Antony Tudor, in Song of the Earth di MacMillan e in altre coreografie di Balanchine, Béjart e Lifar. Allo stesso tempo, ha interpretato tutti i ruoli principali del repertorio classico: Nureyev ha particolarmente amato la sua interpretazione di Don Chisciotte (“è come lo champagne”, disse) e nel1986 ha creato appositamente per lei il ruolo di Cenerentola nell’omonimo balletto a Hollywood.

A causa di un problema amministrativo con l’Opéra (il suo contratto non le permetteva di accettare degli inviti all’estero), nel 1988 Sylvie Guillem ha lasciato la Compagnia per trasferirsi a Londra con un contratto come “étoile ospite” al Royal Ballet.

Con questa Compagnia ha interpretato – oltre ai grandi classici – Birthday Offering, Cenerentola, Marguerite et Armand (prima ballerina ad interpretare tale ruolo dopo Margot Fonteyn) e A Month in the Country di Ashton, Romeo e Giulietta, Manon, Il Principe delle Pagode e Winter Dreams di MacMillan; senza dimenticare The Concert di Robbins.

Il suo desiderio di allargare gli orizzonti della Compagnia ha spinto il Royal Ballet a produrre nuovi balletti, tra i quali: Carmen di Mats Ek, Herman Schmerman, Steptext e Firsttext di Forsythe. Inoltre, numerosi “pezzi di bravura” sono stati presentati proprio per mettere in risalto tutte le qualità di Sylvie Guillem: tra queste, Other Dances di Robbins, La Luna di Béjart, e il Grand Pas Classique di Victor Gsovsky al quale è riuscita ad aggiungere un inaspettato tocco ironico.

Grazie ai suoi numerosi viaggi in tutto il mondo che le hanno permesso di esibirsi in prestigiosi teatri (incluse alcune rappresentazioni come étoile ospite dell’Opéra de Paris), ha avuto la possibilità di ampliare il suo repertorio, includendo La Fontana di Bakchisarai di Rostislav Zakharov con il Kirov Ballet (scegliendo di interpretare il ruolo della moglie violenta Zarema e non della principessa romantica) e Fall River Legend di Agnes de Mille con l’American Ballet Theatre. Béjart ha creato altri tre balletti per lei (tra i quali Sissi Impératrice sull’eccentricità dell’Imperatrice austro-ungarica Elisabetta) e le ha fatto interpretare due ruoli principali in due delle sue coreografie più famose: Boléro e Sagra della Primavera. Mats Ek ha creato per lei due balletti che sono stati ripresi dalla televisione inglese e da quella francese: Wet Woman e Smoke.

La collaborazione con la regista Françoise VaHan ha dato vita a una serie di documentari sulla sua carriera, includendo una serie di improvvisazioni e un particolare assolo, Blue Yellow, commissionato dal coreografo indipendente inglese Jonathan Burrows.

L’interesse di Sylvie Guillem per la coreografia moderna l’ha spinta a mettere in scena due assoli della pioniera dell’espressionismo tedesco Mary Wigman – Summer Dance e The Witch’s Dance – che ha poi interpretato in un programma sperimentale all’Aia nel 1998. In quello stesso anno, si è lasciata convincere da Jorma Uotinen, Direttore del Finish National Ballet, a creare e a mettere in scena una sua versione del classico Giselle, con lo scopo – dice la Guillem – “di recuperare la logica del racconto e di inserirlo in un ambientazione più plausibile”. Il risultato di questo lavoro, un balletto molto interessante, è stato interpretato dalla Compagnia finlandese a Helsinki e a Parigi, per poi essere presentato anche dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala a Milano alla Metropolitan Opera House di New York, al Covent Garden di Londra, a Los Angeles e in alcune tournée in Italia e in Spagna.

Questa esperienza potrebbe costituire lo spunto per un nuovo futuro professionale, ma al momento Sylvie Guillem sembra aver accantonato il balletto classico tradizionale per dedicarsi alla coreografia moderna. Le sue attività attuali sono iniziate nel dicembre 2003 quando, su suo consiglio, ha collaborato con i ballerini Michael Nunn e William Trevitt e con il coreografo Russell Maliphant per una creazione, intitolata poi Broken Fall, che ha debuttato al Covent Garden in un programma con il Royal Ballet. Ciò ha portato a un programma Maliphant che comprende un assolo rielaborato per lei; questo programma è stato presentato per due stagioni al Sadler’s Wells, ma anche in Francia, Giappone, Italia, Svizzera e Germania. Dopo tale esperienza, Sylvie Guillem e Russell Maliphant hanno deciso di continuare la loro collaborazione per un secondo programma Maliphant, PUSH, con un nuovo assolo per la Guillem e un passo a due per lei e Maliphant. Questo programma è stato presentato per la prima volta nell’aprile 2005 al Sadler’s Wells di Londra e in seguito in tournée internazionali.

A PUSH è seguito, nel 2006, Sacred Monsters, una nuova collaborazione con Akram Khan, che ha debuttato al Sadler’s Wells, ed è stata presentata in Europa, negli Stati Uniti, in Asia e in Australia. Nel 2009 Sylvie Guillem ha collaborato con Russell Maliphant e Robert Lepage per Eonnagata che sarà in tournée fino al 2012.

E poi, che altro ancora – ma è impossibile credere che il mondo della danza non riceva un nuovo impulso dalla grande e unica (e pluri-decorata — Cavaliere della Legion d’onore, Ufficiale dell’Ordine Nazionale del Merito, Ufficiale delle Arti e delle Lettere e, in Gran Bretagna, Commendatore Onorario dell’Ordine dell’Impero Britannico) Sylvie Guillem.

 

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