Compagnia Finzi Pasca

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La Verità - Donka - Icaro - Bianco su Bianco , scritti e diretti da Daniele Finzi Pasca

La Compagnia Finzi Pasca è stata creata nel 2011 da Daniele Finzi Pasca, Antonio Vergamini, Hugo Gargiulo, Julie Hamelin e Maria Bonzanigo. S’incrociano in quest’avventura la storia del Teatro Sunil con la storia di Inlevitas.
C´è il desiderio di sviluppare progetti artistici che continuino ad approfondire il «Teatro della Carezza», la tecnica del gesto invisibile e lo stato di leggerezza.
Attraverso gli anni, questi concetti hanno costruito un’estetica particolare che attraversa tutte le dimensioni: uno stile di creazione e di regia, un particolare modo di concepire la produzione, una filosofia di allenamento per l’attore, l’acrobata, il musicista, il danzatore e il tecnico, un atteggiamento per abitare lo spazio e riprendere la memoria che porta nostalgia e può commuovere.
Il gesto poetico del clown che va da un monologo per un solo spettatore a una cerimonia olimpica, il teatro, la danza, il circo, l´opera, il cinema, tutto si riunisce in Compagnia Finzi Pasca.

La Verità Un telone chiuso in una cassa di legno viene scoperto in un deposito di un teatro. È un pezzo unico e raro, uno dei teloni dipinto da Salvador Dalí negli anni quaranta a New York per la sua versione di Tristano e Isotta.
Parigi inizio dicembre 2010, dopo il debutto di Rain c’è molta eccitazione. Sono giornate piene di idee che corrono nella testa. Julie è certa che dobbiamo metterci al lavoro, vuole produrre un nuovo spettacolo, è sicura che si debba proseguire la linea tracciata dalla Trilogia del Cielo e poi da Donka. Vorrebbe uno spettacolo dove l’acrobazia prendesse il volo. Mi legge una nota che aveva conservato su di uno dei suoi quaderni: “la verité est tout ce qu’on a rêvé, qu’on a vécu, qu’on a inventé, tout ce qui fait parti de notre mémoire.”
Natale 2010 a Montreal. Stiamo preparando la cena quando mi chiama un amico e mi parla di un progetto. Una Fondazione d’Arte è in possesso di un telone dipinto da Salvador Dalí a New York negli anni quaranta. La Fondazione vorrebbe propormi di utilizzarlo in uno spettacolo.
Bruxelles, inizio gennaio 2011 debutta Corteo in Europa. Come spesso accade lentamente le idee iniziano a sedimentare. Con Julie siamo in taxi, entrambi certi che lo spettacolo acrobatico e il telone dipinto da Dalí si debbano ritrovare nello stesso progetto. Dopo l’immersione in Anton Cechov è tempo di scoprire l’universo di un nuovo artista. C’è poi il Tristano e Isotta, la New York degli anni quaranta, il viaggio interiore di chi dovette lasciare l’Europa per rifugiarsi negli Stati Uniti. Ci sono temi che aprono su altri temi, nella testa le idee rimbalzano e si compongono in immagini. Una distesa di fiori gialli, personaggi bendati, velati, come le statue di Giuseppe Sanmartino nella cappella di San Severo a Napoli. Mani con dita lunghissime, ombre che deformano le proporzioni, rosso sangue, bianco, il blu del mantello di Maria, scale sospese nel vuoto, equilibri impossibili, corpi che si dislocano, piume e paillettes come se la storia prendesse vita in un vaude villes decadente con un direttore che cerca idee per risollevare le sorti della baracca.
A Lugano a gennaio di questo nuovo 2011 ci riuniamo per studiare come proseguire l’avventura. Julie propose di riunire Teatro Sunil e Inlevitas in una sola struttura. La Verità diventa la prima produzione di questa nuova compagnia.

Donka Applaudito in tutto mondo, questo spettacolo di una bellezza rara nasce in Russia ed è stato presentato all’apertura del Festival organizzato per il 150° anniversario della nascita di Anton Cechov. Valery Shadrin, direttore del Festival Cechov di Mosca, dà carta bianca a Daniele Finzi Pasca e nasce un’opera impressionate, piena di immagini che catturano nostalgia e momenti magici.

Icaro Mitico spettacolo creato vent’anni fa, recitato in tutto il mondo in diverse lingue, messo in scena ed interpreto da Daniele Finzi Pasca, conosce un successo che folgora ovunque passa. La domanda è tale che lo spettacolo prosegue la sua strada attraverso i continenti ancora oggi.

Bianco su Bianco “Non saranno dei sogni, ma delle piccole allucinazioni, un modo di lasciar emergere il Rosso e il Nero che si nascondono dietro al Bianco del nostro immaginario da clowns”, così Daniele Finzi Pasca descrive il nuovo spettacolo in cui i due interpreti, Helena Bittencourt e Goos Meeuwsen, usano con eleganza minuti dettagli per costruire situazioni tragicomiche, per costruire uno spettacolo che, malgrado la semplicità e l’essenzialità della macchina scenica, ripropone un modo di raccontare storie sempre in equilibrio tra una dolce e nostalgica assurdità, un mondo surreale, ferocemente sereno, un teatro che riflette su se stesso, dove gli attori usano il proscenio per dialogare con il pubblico, dove l’illusione e gli artifici vengono alla fine sempre svelati, dove si ride e ci si commuove, dove i clown non incarnano la stupidità ma la fragilità degli eroi perdenti.