Il teatro come cultura e forma di libertà

Il teatro come cultura e forma di libertà

Intervista ad Anna Grazia Bagnoli, Vicesindaco del Comune di Russi con delega alla Cultura

22 November 2020
Vicesindaco Bagnoli, alla ripresa delle attività, pur a fronte delle restrizioni previste, i tre concerti di musica classica, programmati in apertura di stagione del Teatro Comunale, stavano ottenendo un grande riscontro da parte del pubblico, un segno tangibile del desiderio e della necessità degli abitanti di Russi di tornare a vivere il teatro. Come pensa che il teatro possa essere più vicino alla cittadinanza?

La decisione dell'Amministrazione di mettere in sicurezza il teatro e progettare una “mini” stagione teatrale è stato un segno tangibile che si è voluto dare ai nostri cittadini. Un segno che dà valore alla cultura, il teatro è cultura e la cultura è una forma di libertà di espressione e di pensiero, ciò che rappresenta noi stessi, la nostra storia, il nostro vissuto e il nostro “sentire” e, come afferma il Maestro Muti, “l’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo”.

Il distanziamento sociale e la didattica a distanza riducono i momenti di socialità dei bambini e degli adolescenti. Pensa che potrebbero esserci altre modalità di collaborazione con il teatro per alimentare un rapporto fecondo, finalizzato alla crescita delle nuove generazioni, nonostante le difficoltà del periodo? E se sì, quali?

La DAD ha portato con sé un insieme di criticità, che ha fatto riflettere anche dal punto di vista pedagogico. L'avventura non è stata semplice: le dinamiche relazionali profondamente modificate, una quotidianità praticamente senza più una scansione temporale, ma ci sono state anche scommesse vinte come la voglia di sperimentare e di confrontarsi.
Ora alcuni ragazzi/e sono tornati a scuola, infanzia, primaria e secondaria di primo grado, ma i momenti di socialità da vivere all'interno di altre agenzie educative continuano a mancare; sono chiuse le biblioteche, i teatri, i cinema. Per sopperire a queste mancanze, un'opportunità potrebbe essere l'attivazione di una collaborazione con le scuole, dove attraverso video conferenze si condividono non solo pillole di spettacoli teatrali (in sintonia con la progettazione della scuola), utili come argomento di riflessione per i docenti, ma anche far vedere ai ragazzi/e “il dietro le quinte”: come si allestisce uno spettacolo, come si preparano gli attori e come “entrano” nei personaggi...

In questo periodo di chiusura dei teatri, in cui si può avviare un processo di riflessione in attesa della ripartenza, che cosa vorrebbe chiedere o proporre ad ATER e al Circuito, sia per il presente che per il futuro del Teatro Comunale?

I processi di riflessione da remoto hanno, a mio avviso poca concretezza, ma purtroppo rimane l'unica opportunità in questo periodo. Si potrebbero organizzare incontri virtuali con interviste, riprese di spettacoli con un dopo dove gli attori “dialogano” con il pubblico. Trovo che lo spettatore non debba essere solo colui che guarda, ma anche quello che interagisce con i protagonisti.
Per il futuro auspico l'apertura del NOSTRO TEATRO!

Iscriviti alla nostra newsletter :