Il teatro come esperienza di libertà

Il teatro come esperienza di libertà

Intervista a Maria Pia Bariggi, Assessore alla Cultura e Urbanistica del Comune di Fidenza

27 May 2020

Assessore Bariggi, come cambierà secondo Lei la fruizione degli eventi culturali e in particolar modo degli spettacoli teatrali dopo l’emergenza Coronavirus?

Credo che il teatro da sempre, come la poesia, sia la prima esperienza di libertà: lo caratterizzano (o meglio dovrebbero caratterizzarlo) rigore e sperimentazione, intenso e ampio respiro ideale, fedeltà ai modelli e trasgressione.
La sua genesi, i suoi temi e le sue prospettive sono strettamente intrecciati con la realtà, con le sue meraviglie e con i suoi orrori. Il teatro sa attraversare la storia e anche oggi, al tempo del morbo pandemico, troverà il suo spazio.
È inopportuno chiedersi quando riaprirà, perché il teatro non può chiudere: il teatro assumerà la sofferenza, additerà coraggiosi traguardi, non si fermerà davanti alle porte chiuse degli edifici che fino a ora hanno ospitato gli spettacoli. In attesa che le platee e i palchi riaprano, il teatro deve trovare nuove modalità grazie a quella ricerca intellettuale che denuncia l’urgenza di sempre di verità e di libertà.

Quale pensa che possa essere il ruolo del teatro nel prossimo futuro?

Il teatro deve restare vigile, non può appagarsi dell’obbligata tranquillità, né troppo dolersi dell’impossibilità di ricorrere agli spazi consueti. Il teatro ha un sostanziale valore pubblico: si nutre di progettualità, ha percorsi che mettono in relazione la memoria letteraria e drammatica con un necessario protagonismo contemporaneo.
Cosa, se non le opere teatrali, può meglio raccontare e restituire quanto sta accadendo? Il ruolo è quello che ha sempre avuto: dare senso al mondo per viverci e aprire un confronto dialogico.

Quali sono state le iniziative culturali che avete messo in atto come Amministrazione comunale per far fronte alla chiusura forzata dei luoghi di fruizione?

Una progettualità di lunghi mesi è, apparentemente, stata sprecata. Le modalità degli eventi programmati erano quelle di sempre e prevedevano l’utilizzo del teatro, dell’auditorium, delle piazze…
Appuntamenti, che sempre presupponevano assembramenti, sono stati cancellati, neppure rinviati. Davvero è stato difficile abbandonare quanto si era deciso e in cui riponevamo certezze. Abbiamo dovuto cambiare non la programmazione, ma il modo di progettare, addirittura di pensare. Per non perdere il nostro senso di comunità e la dimensione della socialità è stato proposto ai cittadini la possibilità di continuare a fruire, seppur in modalità remota, di occasioni culturali.
Per questo è stata chiesta la collaborazione a tutte le associazioni che, negli anni, hanno contribuito a una dimensione culturale caratterizzata dall'apporto di molti. In questa ottica sono state recepite dalle singole associazioni i filmati di concerti, incontri, eventi culturali realizzati nel corso degli anni.
È stata e sarà cura di questo Assessorato renderli accessibili in un cartellone che certamente potrà stupire per la ricchezza e la varietà del materiale. Abbiamo accettato la rivoluzione digitale e “l’insurrezione mentale” del web e sul sito del Comune è stato inserito un link, dal titolo Nessun dorma. Nei prossimi giorni altri link verranno aperti non per guardare al passato, ma al futuro. A questo abbiamo aggiunto numerosi broadcast che quotidianamente raggiungano i nostri cittadini.
A tale proposito occorre affermare che la Cultura digitale deve, dovrà diventare il primo supporto degli eventi piccoli e grandi che potremo realizzare. In primo luogo ci sarà d'aiuto nel combattere l'incertezza e, soprattutto, l'ansia; altrettanto rilancerà la fantasia e l'immaginazione sottraendoci dall'autoreferenzialità.
In questo senso le piattaforme digitali in primo luogo saranno custodi di quelle potenzialità che la nostra realtà associativa ha tante volte già espresso. Non solo, interagiranno diverse tipologie di espressione tutte conseguenti al forte senso di identità: diversi linguaggi si alterneranno e avranno voce i talenti della nostra comunità.
Insomma non è stato per nulla tacitato “l’uomo novecentesco” che Baricco ritiene superato, anzi per i prossimi eventi avrà la meglio!

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