La vicinanza del pubblico ai Teatri di Cattolica

La vicinanza del pubblico ai Teatri di Cattolica

Intervista a Valeria Antonioli, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Cattolica

27 May 2020
Assessore Antonioli, come cambierà la fruizione degli eventi culturali ed in particolar modo degli spettacoli teatrali dopo l’emergenza Coronavirus?

Ripensare alla Cultura e agli eventi che la animano in questo momento di grande emergenza rappresenta sicuramente una delle priorità che l'Amministrazione di Cattolica si è prefissata e al tempo stesso una sfida stimolante. Se in un primo momento è stato necessario mettere in stand-by le iniziative culturali su tutto il territorio, ora la cultura stessa – e il Teatro in prima fila – sta chiedendo a gran voce di tornare protagonista, dopo aver dimostrato che anche a distanza si può produrre cultura attraverso i social e le piattaforme disponibili. Certamente non saremo immediatamente seduti uno a fianco all'altro a godere dei grandi talenti che si sono succeduti e si succederanno sui palchi di Cattolica, ma con questa occasione, e grazie alle tecnologie oggi disponibili, si può pensare a una diffusione del Teatro anche al di fuori dei suoi spazi consueti. D'altra parte il grande consenso, cresciuto in maniera esponenziale, che il teatro cattolichino è riuscito a costruire in questi anni rappresenta un prezioso patrimonio che non possiamo disperdere.

Quale pensa sarà il ruolo del teatro nel prossimo futuro?

Il Teatro non ha mai smesso di reinventarsi nel corso degli anni, ha trovato nuovi linguaggi, nuovi palcoscenici, nuove forme di diffusione. Forse al Teatro, mai come ora, è offerta l'occasione, e al tempo stesso la sfida più grande: rinunciare momentaneamente allo spettacolo come momento collettivo, vissuto in compresenza, per abbracciare l'idea di fruizione individuale, ma sicuramente più capillare, capace di raggiungere un pubblico più numeroso, che avrà nuove, infinite possibilità di goderne l'intrattenimento offerto e di confrontarsi anche a distanza. Sarà anche la necessità di non abbondonare gli artisti, le compagnie e le maestranze del mondo dello spettacolo e reinventare nuove modalità di rappresentazioni: con molti di loro si è instaurato nel corso degli anni un forte legame, un'amicizia profonda con il nostro teatro che, insieme alla città, li ha sempre accolti con molto affetto, calore e grande partecipazione. Quali sono state le iniziative culturali che avete messo in atto come Amministrazione comunale per far fronte alla chiusura forzata dei luoghi di fruizione? Il Comune di Cattolica, oltre alla condivisone del progetto Teatri di vicinanza del Circuito, ha avviato l'evento Facebook #laculturanonsiferma che ha visto coinvolti tutti i contenitori culturali della città: Teatro, Museo e Centro Culturale. Uno spazio dove non rinunciare ai piaceri del Teatro, dell'Arte e della Conoscenza: momenti per condividere riflessioni sul ruolo del Teatro oggi, spunti e ricordi di alcuni protagonisti del Teatro contemporaneo, anche testimonianze di artisti locali, conversazioni di filosofia, offerte di letteratura e poesia.

Come hanno risposto i cittadini? Ci sono state richieste particolari da parte loro?

I nostri cittadini hanno sempre dimostrato una grande partecipazione e vicinanza ai teatri di Cattolica e anche in questa occasione non sono stati da meno: nel corso del tempo si è consolidato, grazie soprattutto al lavoro e alla grande passione della direttrice del teatro Simonetta Salvetti, un rapporto molto stretto con gli abbonati che anche in questa occasione hanno dimostrato grande solidarietà, vicinanza e apprezzamento del lavoro svolto in questi anni. Molti gli abbonati, ma anche semplici spettatori, che hanno deciso di non richiedere il rimborso dei biglietti o dei ratei degli abbonamenti, segno di profonda responsabilità e partecipazione alla difficile situazione che stiamo attraversando. Erano in cantiere molte iniziative per la prossima stagione e nuove formule e proposte di spettacoli; questa sarà una stagione di passaggio che affronteremo con molta attenzione per ritornare ad una nuova normalità, ma con una maggiore consapevolezza. Sicuramente da parte di tutti è emerso il bisogno, evidente, di tornare ad apprezzare la Cultura nei luoghi che le sono propri e ha evidenziato di provare una nostalgia sincera verso le belle serate, le mattine e i pomeriggi in famiglia trascorsi al Teatro della Regina e al Salone Snaporaz.

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