Lo sviluppo del Circuito Regionale Multidisciplinare

Lo sviluppo del Circuito Regionale Multidisciplinare

Intervista a Ilenia Malavasi, Sindaco del Comune di Correggio ed ex-presidente ATER

27 May 2020
Sindaco Malavasi, durante le sua Presidenza ATER si è trasformata da Associazione in Fondazione, attraverso un processo laborioso svolto in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Tra le scelte alla base della nuova configurazione giuridica, quali ritiene particolarmente importanti?

La maggior parte dei grandi soggetti culturali nel nostro Paese sono Fondazioni e questa è certamente la forma migliore per un soggetto istituzionale che vuole svolgere un ruolo importante nel territorio regionale. Ricordiamo che ATER nasce come associazione a supporto delle politiche culturali delle singole amministrazioni all’inizio degli anni Settanta, ma nel 2015 la creazione del Circuito Regionale Multidisciplinare ha reso ancora più evidente l’importanza di questo soggetto, competente e autorevole, mettendoci nelle condizioni di ripensare in modo strategico il nostro ruolo per essere in grado di rispondere a nuove normative e nuovi bisogni dei soci, proprio nell’interesse dei soci stessi. Questa nuova veste credo sia la più adeguata per il ruolo da protagonista che ATER deve svolgere oggi.

Negli anni in cui Lei è stata presidente, come si è evoluto il Circuito Regionale Multidisciplinare?

Nel mio ruolo di Presidente posso dire di aver visto e accompagnato la nascita e lo sviluppo del Circuito Regionale Multidisciplinare. Quando sono stata nominata presidente, ATER non aveva un’esperienza consolidata nella gestione di sale teatrali e di stagioni, nonostante fosse già un ente molto conosciuto nel mondo dello spettacolo. La nostra Regione ha fatto però una scelta importante che ha portato nel 2015 a riconoscere ATER come unico Circuito Regionale Multidisciplinare riconosciuto dal Ministero. Si è rafforzato così il profilo istituzionale di ATER, contestualmente al riconoscimento di ERT come teatro nazionale. Questa scelta ha comportato una nuova mission per ATER che, da quel momento, si è trovato a costruire da zero un circuito regionale e a gestire sale teatrali, devo dire con grande successo. Il Circuito ha permesso di continuare a offrire a tutti i soci spettacoli di grande qualità a costi contenuti, portando anche nelle realtà più piccole i migliori spettacoli di prosa, operetta, danza, musica e circo contemporaneo, ricevendo sempre ottime valutazioni da parte del Ministero e vedendo un continuo incremento sia di pubblico che di spettacoli gestiti nel territorio regionale, grazie alla qualità del lavoro svolto.

Come Sindaco di Correggio - uno dei Comuni che all'interno del Circuito riveste un ruolo importante - come vede la situazione attuale dello spettacolo dal vivo? Secondo Lei, possiamo parlare di Fase 2 anche rispetto al teatro?

È ancora troppo presto per poter fare una previsione complessiva su quello che accadrà. La cosiddetta “Fase 2” è appena iniziata e in ogni caso stiamo parlando di un comparto molto importante per la nostra città, ma che finora non ha rappresentato una priorità nelle fasi emergenziali della gestione e del contenimento della pandemia da coronavirus. Occorrerà quindi una riflessione approfondita su un tema così importante, per riuscire concretamente a rimettersi a fare cultura nei territori e far riaprire da settembre i nostri bellissimi teatri. Nonostante le attuali incognite, riscontro molta voglia di fare e di mettersi in gioco in una realtà che sarà necessariamente “nuova”.

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