C’è stato un momento in cui il nostro paese – forse una gran parte di mondo – è apparso felice. Sono gli anni a cavallo del 1958, subito prima e subito dopo l’inizio del boom economico. La gente era – o sembrava – felice, carica di futuro negli occhi. Se c’è un uomo che incarna tutto questo nel suo corpo, con la sua voce, con la spinta vitale e rappresenta appieno quegli anni, questo è Domenico Modugno.
Un ragazzo che parte all’avventura e si ritrova a insegnare a tutto il mondo a “volare”: apre la bocca e trascina via con quell’urlo irrefrenabile ogni residuo fosco del dopoguerra. Con una sola canzone rende l’intero occidente felice di esistere. Eppure lui sapeva di lavorare sull’effimero, ma si ostinava a crederci: «Io voglio cantare la felicità. Anche se non esiste, mi voglio illudere che esista, devo credere che esista».
uno spettacolo di e con Mario Perrotta
collaborazione alla regia Paola Roscioli
musiche Domenico Modugno
arrangiamenti ed ensemble Vanni Crociani, Massimo Marches, Giuseppe Franchellucci, Mario Perrotta
produzione Permar Compagnia Mario Perrotta, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia Romagna, Comune di Medicina
con il sostegno di Teatro Ruggeri di Guastalla, Teatro Asioli di Correggio, Duel
PREMIO UBU 2025 - Migliore Progetto Sonoro
Biglietti:
- 15 euro (tariffa intera)
- 13 euro (ridotto under 26, over 65 e disabili/Disability Card). Omaggi per accompagnatori dei disabili