Le rane vivono serenamente nello stagno, nelle sue sponde si danno appuntamento per il the, vanno a caccia di insetti, sedute sulle cortecce dei tronchi raccontano vecchie storie. Un bel giorno, verso le cinque del pomeriggio, qualcosa precipita dal cielo e sprofonda nell’acqua. Tutti si tuffano per la curiosità, ma è Rachele la più veloce e riemerge felice con una corona in testa. “Finalmente abbiamo una regina!”, gracidano soddisfatte in coro.
Le cose nello stagno cambieranno in fretta, le rane dovranno obbedire alle leggi squinternate della regina e per l’innamorato Ciambotto sarà una grande delusione: niente più the e biscottini, addio agli incontri romantici e agli sguardi sognanti della sua bella Rachele che ora lo liquida con sufficienza: “Io non conosco nessuno con un nome così sciocco!”. Ciambotto non si arrende e andrà in cerca di un modo per parlare con lei e toglierle dalla testa quella maledetta corona… e sarà un modo dei più divertenti!
La regina delle rane non può bagnarsi i piedi è una fiaba contemporanea ironica e poetica che racconta la trasformazione di una piccola comunità di rane dopo l’arrivo improvviso di una corona caduta dal cielo. Affronta con leggerezza e profondità temi attuali come il potere e il cambiamento delle relazioni sociali che questo può generare.
dall’omonimo albo illustrato di Davide Calì e Marco Somà (Kite Edizioni)
produzione Fontemaggiore Centro Di Produzione Teatrale
con Emma Tramontana e Marco Lucci
pupazzi Marco Lucci
scene Michelangelo Campanale e Marco Lucci
drammaturgia Beatrice Ripoli e Marco Lucci
tecnico Giuseppe Bernabei
regia e disegno luci Michelangelo Campanale
età: tout public, dai 4 anni
genere: teatro d'attore e pupazzi