A cinquant’anni dalla morte del grande maestro del cinema nordico Carl Theodor Dreyer, Paolo Spaccamonti e Ramon Moro trasformano Vampyr, uno dei suoi film più celebri, in un'esperienza visiva e sonora che restituisce al pubblico contemporaneo tutto il mistero e l’inquietudine di un horror onirico che ha influenzato generazioni di cineasti.
Pur essendo il primo film sonoro di Dreyer, Vampyr ricorre assai poco ai dialoghi e lascia spazio alle incursioni visionarie dei due musicisti, che costruiscono con le immagini un contrappunto volto ad esplorarne e approfondirne l’anima più mistica e notturna.
Paolo Spaccamonti e Ramon Moro, oltre ad essere compositori di grande valore, hanno costruito negli anni un rapporto con il linguaggio delle immagini che li ha condotti a risultati sempre più sorprendenti e sperimentali (come nel caso delle musiche scritte per l'acclamato esordio di Fabio Bobbio "I CORMORANI" da cui il disco omonimo), collocandoli nel novero dei nuovi talenti internazionali della musica cinematografica, che sempre più spesso si interseca con il sound design.
Spaccamonti, in particolare, giunge con Vampyr alla quarta produzione commissionata dal Museo Nazionale del Cinema (questa volta in co-produzione con il Pesaro Film Fest), che in Europa si è distinto tra le cineteche più attente alle sonorizzazioni live.