Dario Fo trasforma la vita di Francesco d’Assisi in una narrazione che intreccia leggenda, storia e mito. Con il linguaggio virtuoso e teatrale del grammelot, l’autore unisce leggende popolari, testi canonici e documenti storici recenti, restituendo un Francesco libero da agiografie: un uomo che sceglie di spogliarsi di ogni ricchezza, avvicinarsi ai diseredati e predicare fraternità e pace a uomini, uccelli e persino lupi. Il santo emerge come giullare di Dio, audace e visionario, capace di sfidare convenzioni e potere, portando la sua voce nei luoghi della corruzione e dell’ingiustizia. Il racconto risuona con il presente evocando Papa Francesco e la sua sfida per restituire alla Chiesa i valori francescani di povertà, umiltà e custodia del creato, in un momento storico segnato da scandali e tensioni.
Il 2026 è anche un anno di ricorrenze significative: i cent’anni dalla nascita di Dario Fo, i dieci anni dalla sua scomparsa e l’ottavo centenario della morte di San Francesco. In scena riaffiora così la forza eterna di un messaggio di giustizia, gioia e umanità, capace di parlare al mondo contemporaneo con voce viva e profonda.
di Dario Fo e Franca Rame
con Ugo Dighero
regia Giorgio Gallione
scene e costumi Lorenza Gioberti
disegno luci Aldo Mantovani
co-produzione Teatro Nazionale di Genova | CMC/Nidodiragno
con la collaborazione di Teatro della Juta