2018. Nell’anno del centenario della fine del primo conflitto mondiale prende le mosse un processo creativo che conduce alla realizzazione di uno spettacolo dedicato alla guerra, alla sua metamorfosi nel tempo, alle forme, alle tecnologie, agli scenari geopolitici in cui i conflitti si susseguono, agli elementi che, nella metamorfosi, restano invariati: sì, perché mutano le armi e le strategie, ma i vissuti, gli effetti sull’animo umano e le storie delle persone coinvolte restano gli stessi. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con una ricostruzione, più che con uno spettacolo storico, con un piccolo viaggio dentro al tema della guerra che sembra imprescindibile al fine di mettere a fuoco, per contrasto, ciò che chiamiamo pace.
A (S)ragionar di guerra accoglie e si nutre anche dello sguardo e delle parole di Emilio Lussu, Erich Maria Remarque, Gino Strada, Rodari, Gaber, Bruce Springsteen, David Foster Wallace e altri.
di e con Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris
scene e costumi Graziella Pepe
produzione ATIR
con il sostegno di NEXT - laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo, edizione 2025/2026