Il capolavoro senza tempo di Furio Bordon, che ha incontrato il palcoscenico per la prima volta all’inizio degli anni Novanta con l’indimenticabile interpretazione di Marcello Mastroianni, torna a coinvolgere e a emozionare il pubblico, affrontando in modo molto poetico e dolorosamente sincero il tema della fragilità della vecchiaia con un volto inedito, quello di Alessandro Haber, diretto da Paolo Valerio.
Haber è l’anziano professore ritratto nell’attesa paziente del proprio figlio, che lo accompagnerà nella casa di riposo, dove andrà a stabilirsi per lasciare letteralmente, fisicamente, spazio alla nuova generazione della famiglia. L’attesa, tutt’altro che silenziosa, è animata da una conversazione tenera, ricca di memorie e dolci punzecchiature con la moglie, evocandone la presenza palpabile, tra malinconia e ironia.
Attraverso una scrittura potente e delicata, il pubblico è coinvolto in un universo palpitante di emozioni, a stretto contatto con tematiche e dinamiche che riguardano tutte e tutti, testimone di quella che è una resa serena, definitiva, allo scorrere del tempo e della vita.
di Furio Bordon
con Alessandro Haber
Silvia Siravo e Francesco Godina
regia di Paolo Valerio
scene e costumi Francesca Tunno
luci Gigi Saccomandi
musiche Umberto Iervolino, Federica Luna Vincenti
produzione Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e Goldenart Production