La storia non si ripete mai uguale, ma il modo in cui gli uomini affrontano le sue prove resta sorprendentemente familiare. Predatori di pianura prende le mosse dall’universo di Angelo Beolco detto Ruzante, definito da Dario Fo "il nostro Shakespeare".
Bilora, piccolo predatore e un mezzo criminale, è costretto a lasciare la sua terra, affrontare la città per inseguire l’amore o forse la vendetta: un ricco gli ha sottratto ciò che riteneva suo, e il finale non può che essere amaro.
Tra tragicommedia e riflessione, la narrazione ci mostra come passioni, paure e speranze siano le stesse di sempre, e come personaggi lontani nel tempo possano rispecchiarci fino a farci riconoscere noi stessi.
“Un omaggio a un grande autore che merita più considerazione, un autore pavano nella lingua ma universale nei racconti, un uomo che sa che la vita è tragedia e commedia mescolate assieme.”
Andrea Pennacchi
liberamente tratto da Bilora di Ruzante
di e con Andrea Pennacchi
regia Gabriele Vacis
con Chiara Antenucci e Leonardo Capaldi
scenofAnia Roberto Tarasco
coproduzione Gli Ipocriti Melina Balsamo con TSV-Teatro Stabile del Veneto