Nel dicembre del 1969, l’anarchico Pinelli “precipita” dal quarto piano della Questura di Milano. Una morte definita “accidentale”, ma sospetta, che la penna di Dario Fo trasforma in una farsa tragica e comica, capace di far ridere e meditare.
Sul palcoscenico il Matto, un giullare moderno, attraversa la scena con travestimenti, inganni e sberleffi, smascherando bugie e contraddizioni di un potere goffo e arrogante. La commedia unisce momenti di slapstick e di equivoci grotteschi, e insieme denuncia, con ironia e leggerezza, verità scomode e nascosta.
La risata diventa strumento per osservare la realtà, scoprire le menzogne e riflettere sul peso delle ingiustizie. Uno spettacolo che mantiene viva l’eredità di Fo, trasformandola in teatro pulsante, moderno e potente.
di Dario Fo e Franca Rame
regia Giorgio Gallione
con Lodo Guenzi
e Matteo Gatta, Eleonora Giovanardi, Alessandro Federico, Marco Ripoldi, Roberto Rustioni
scene Guido Fiorato
luci Andrea Violato
costumi Francesca Marsella
assistente alle scene Francesca Marsella
assistente costumi Marisa Mantero
aiuto regia Riccardo Iellen
realizzazione scenografie Officina Scenotecnica Gli Scarti
organizzazione Alessandro Beltaro e Anna De Martini
amministrazione Morena Lenti e Riccardo Rossi
macchinista Alberto Tizzone
elettricista Michele Forni
ufficio stampa Maddalena Peluso
social media Gaia Giardina
produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
con Nidodiragno/CMC produzioni in co-produzione con Teatro Carcano e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro e con la collaborazione di Argot Produzioni
ringraziamento speciale alla Fondazione Dario Fo e Franca Rame