Pare che quando gli americani sganciarono l’ordigno nucleare sulla città di Hiroshima, i corpi degli abitanti si dissolsero all’istante a contatto con l’esplosione, mentre le loro ombre restarono, come entità a sé stanti, come proiezioni stagliate sulle pareti degli edifici semicrollati. Se l’ombra sradicata dal corpo assumesse così una propria autonomia, il corpo stesso perderebbe consistenza, acquisendo una spettrale fragilità.
Questo è quello che accade al giovane Peter Schlemihl, protagonista del racconto di Adelbert von Chamisso, Storia meravigliosa di Peter Schlemihl: in quel momento di passaggio aspro e difficile dalla giovinezza all’età adulta, e a fronte di numerose porte sbattute in faccia, Peter sceglie una scorciatoia che si rivelerà presto per quello che effettivamente è: una trappola che segnerà il resto della sua vita. La storia di Peter risuona tra tutte e tutti coloro che non possono e non potranno riconciliarsi con le norme e i ritmi insensati, uniformanti della società: grazie a una drammaturgia luminosa e sonora ineccepibile, il pubblico sperimenta un clima sospeso ed è invitato a ‘immaginare ascoltando’.
di e con Marco Baliani
drammaturgia sonora e luminosa Mirto Baliani
regia Maria Maglietta
organizzazione e promozione Ilenia Carrone
una coproduzione Casa degli Alfieri, Accademia Perduta / Romagna Teatri, Tib Teatro